
Vietare i social ai minori non basta, la vera sfida è educare gli adulti
La proposta della Commissione europea di introdurre limiti più stringenti all’accesso ai social media per i minori riaccende un dibattito

La proposta della Commissione europea di introdurre limiti più stringenti all’accesso ai social media per i minori riaccende un dibattito

Ad ogni episodio di violenza che vede coinvolti giovani o giovanissimi esplode- via social, ma non solo – l’immancabile corollario di dichiarazioni da parte di politici, esperti di varia natura, ministri ed umanità varia. Quando poi i fatti accadono a scuola, come recentemente avvenuto nel prestigioso Liceo Scientifico Vinci di Reggio Calabria, lo psicodramma collettivo si traduce nella denuncia dell’esistenza di una vera e propria emergenza, senza interrogarsi realmente sulle radici profonde del malessere che riguarda non solo i giovani, ma anche gli adulti di riferimento

Tutta questione di follower. La vita dei giovani è sempre più immersa nell’universo social, di cui sono molto pochi coloro che conoscono i veri meccanismi di funzionamento ed i rischi che si corrono, non solo dal punto di vista della privacy. Si pone il tema di come recuperare una dimensione di vita meno virtuale, senza illudersi di diventare tutti come i Ferragnez
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