La ricorrenza dei cento anni dalla nascita di Luciano Tavazza, fondatore del Mo.V.I., è una buona occasione per rispondere ad una domanda cruciale: il ruolo del volontariato è anche quello di generare comunità solidali o è solo quello di “ambulanza della storia”?
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Il volontariato calabrese con le sue ricche e variegate esperienze ha da sempre rappresentato un punto di eccellenza nel panorama italiano della solidarietà. Un patrimonio di persone che si sono messe in gioco per dare risposte alle tante grida di aiuto che venivano (e ancora vengono) da un territorio segnato da povertà e disagio sociale e che hanno inciso fortemente sulla società calabrese e sulla politica cercando di mettere sempre al centro i diritti degli ultimi e dei più fragili.
Un volontariato che, assieme al resto del movimento solidaristico, ha iniziato in tutto il Paese una vera e propria rivoluzione sociale già nel ’68, nelle scuole, nelle parrocchie e nelle periferie, dove una parte dei giovani e dei preti ha fatto la scelta di tradurre i valori del ’68 ma anche del Concilio in un impegno concreto di cambiamento che partiva dalla propria vita. Era la spiritualità di don Italo Calabrò, di don Ciotti, di Luciano Tavazza fondatore del Mo.V.I. (Movimento di volontariato italiano), di don Oreste Benzi, di don Franco Monterubbianesi e di don Vinicio Albanesi di Capodarco.
Cogliere le nuove sfide
Il messaggio era cambiare il mondo a partire da se stessi, condividere, assumere le fatiche degli altri e promuovere il loro diritto alla cittadinanza: la lotta alla povertà e all’emarginazione non è una tavola rotonda o un convegno, ma è anzitutto sposare la causa dei poveri nella propria vita, cambiare la società per renderla a misura d’uomo. In quegli anni i finanziamenti al volontariato erano quasi inesistenti e le esperienze erano quasi tutte autogestite, una povertà di mezzi che è stata anche una ricchezza, perché ha permesso al volontariato di avere autonomia e libertà dalla politica.
Luciano Tavazza, assieme alla Caritas Italiana di don Giovanni Nervo e di don Giuseppe Pasini, ha avuto l’intuizione di scoprire e valorizzare questo fenomeno sociale di migliaia di associazioni disperse nel Paese, spesso piccole e poco strutturate. Tra queste quelle che operavano nella nostra regione. Tavazza attraverso il Mo.V.I. li aiutò a collegarsi a federarsi, a diventare nei territori un soggetto sociale e politico.
Già allora si avvertiva il pericolo di un volontariato che rischiava di scomparire all’interno di quello che poi è stato il Terzo settore, il pericolo che perdesse la sua peculiarità, e in particolare il suo valore fondante, la gratuità. Cosa che negli anni poi in effetti è in parte avvenuta, per cui molte esperienze che sono nate come volontariato hanno avuto una mutazione genetica, sono diventate altro confondendosi nel Terzo Settore. Don Tonino Bello, indimenticabile Vescovo di Molfetta, in un suo intervento al convegno di Paestum nel 1989 definì la solidarietà come una mamma con tanti figli, il volontariato diceva è uno di questi, anzi è il figlio primogenito, il prediletto, ma ci sono anche altri figli, come le cooperative sociali, le associazioni di promozione sociale, le Fondazioni, e bisogna stare attenti anche a non confondere.

Guardare al futuro
In un tempo difficile come quello che stiamo vivendo, il volontariato deve guardare al futuro cercando di cogliere le nuove sfide poste dai diritti negati, dalla pace minacciata, dalla messa in discussione della solidarietà e dell’inclusione sociale, dallo spopolamento e dalla fuga dei giovani dal Sud.
Tutti temi che saranno al centro dell’evento che si terrà a Reggio Calabria sabato prossimo, dove si ricorderà Luciano Tavazza, definito «padre del volontariato moderno». L’intento non è solo commemorativo, ma vuole rilanciare il ruolo del volontariato come presidio di democrazia, evitando il rischio di ridursi a essere “ambulanza della storia”, e promuovendo una nuova solidarietà che veda tutte le comunità coinvolte, senza deleghe.
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*La foto in copertina di Luciano Tavazza è tratta dal sito https://www.lucianotavazza.it/w4/