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La propaganda farlocca di Occhiuto è un danno per la Calabria ed i suoi bambini

Ma davvero i nonni calabresi crescono nipotini piromani? Così sostiene il presidente della Giunta regionale Occhiuto in un video postato sulla sua pagina Facebook, in cui manipola a suo uso e consumo delle immagini che chiaramente dicono tutt’altro

Se preferisci, ascolta l’audioarticolo

L’uomo si presenta bene, faccia pulita, fisico asciutto, di solito in camicia bianca stile casual chic, ma a volte indossa la divisa della Protezione civile, che è pure più fascinosa (dopo le felpe salviniane è la moda di questi anni dei politici potenti indossare divise).

Di chi sto parlando? Ma di un marziano da poco atterrato in Calabria grazie ad una trionfale elezione a presidente della Giunta regionale.

Sì, perché Roberto Occhiuto, a sentirlo parlare, non può che essere un marziano: si presenta come uno sbucato dal nulla per salvare questa derelitta Calabria che è un disastro in tutti i settori.

Sono mesi che una domanda mi tormenta il cervello: ma dov’era nascosto questo fuoriclasse comparso solo ora nell’emisfero politico della regione più a sud della penisola?

Non trovando risposta da solo, mi sono rivolto ad un amico, uno di quelli che segue la politica e se ne intende, che sa come vanno le cose insomma.

E questo mio amico mi ha spiegato che Roberto Occhiuto non è per niente nuovo, ma  è il più brillante esponente di una potente famiglia politica cosentina (suo Fratello Mario, oggi senatore di Forza Italia, è stato per dieci anni sindaco di Cosenza). Una famiglia che se la batte, quanto a potere e prestigio politico, con l’altra potente famiglia cosentina dei Gentile.

Un politico navigato da oltre vent’anni nei palazzi che contano

Manager nel mondo delle TV, nel 2000 è eletto in Consiglio regionale, dove rimane fino al 2008, quando è eletto in Parlamento, dove siede ininterrottamente (salvo una breve parentesi di un anno) fino alla sua elezione a presidente della Regione dell’ottobre del 2021.

Quindi, ricapitolando, si tratta di un politico navigato che da più di 23 anni si muove ai piani alti delle istituzioni regionali e nazionali, nelle quali ha ricoperto incarichi importanti e prestigiosi, tra cui, negli ultimi anni, quella di vicecapogruppo vicario e poi capogruppo di Forza Italia alla Camera, non proprio una cosa da niente.

Insomma, uno con le mani in pasta nelle cose calabresi da oltre un ventennio che solo ora, come un vero marziano, scopre che dalla sanità ai rifiuti, dalla qualità delle acque ai trasporti, dalla scuola agli asili, dai boschi al mare, è tutto da riparare, aggiustare, sistemare, perché prima di lui è stato un vero disastro.

Ma ora che c’è lui, questo racconta nei suoi frequenti interventi sui social, le cose stanno cambiando, e velocemente pure.

Come dite, lettori calabresi? Non ve ne siete accorti? Cioè il sistema scolastico è sempre uno dei peggiori d’Italia?  Le liste d’attesa sono sempre interminabili e chi non ha i soldi per rivolgersi al privato o “espatriare” in altre regioni si arrangi? Gli incendi continuano a distruggere intere vallate, come è accaduto in queste settimane sulla ionica reggina e non solo?

Ma questa non è la realtà, è solo la vostra percezione di calabresi disfattisti, abituati a lamentarsi e mai a tirarsi su le maniche, incapaci di vedere le magnifiche sorti e progressive di una regione che finalmente ha un condottiero all’altezza del compito.

Così come gli ostinati calabresi non si sono accorti del grande passo in avanti fatto contro gli incendi grazie all’impiego dei droni, una novità assoluta, di cui qualche penna amica aveva decantato gli effetti miracolosi, tanto che ora tutte le regioni “vorrebbero copiarci”.

Ma siccome fino ad ora la scelta della Regione di puntare sui droni per il controllo degli incendi non gli aveva dato il ritorno d’immagine che forse si aspettava, ecco la genialata: il marziano Occhiuto si inventa la storiella del bambino calabrese che già a 10 anni viene avviato alla “professione” di piromane da una carogna di nonno!

E così, polo a maniche lunghe blu della Protezione civile e tastiera in mano, il Marziano ci guida a scoprire le malefatte di nonno e nipote (clicca sul video per visualizzarlo).

Far dire alle immagini quello che le immagini non dicono

Quando ho visto il video sono rimasto allibito: ma dov’è il bosco? Quello è un campo perfettamente arato e tenuto pulito; il bambino, certamente istruito dal nonno ( che i nonni ci stanno proprio per trasmettere conoscenza ai nipoti, non solo paghette e regalini!), ha dato fuoco a mucchietti di sterpaglie ordinatamente raccolti ai bordi del campo; e il nonno era lì a pochi metri sul trattore, a vigilare che tutto andasse bene; il bambino scappa perché si spaventa del drone, come avrebbe fatto qualsiasi bambino della sua età, e trova rifugio e protezione dal nonno che ,dopo aver mandato a quel paese i piloti del drone che ha spaventato il bambino, col trattore completa il lavoro di spegnimento dei fuocherelli.

Tutto questo il marziano Occhiuto non l’ha visto? Dobbiamo credere che sia tanto rimbambito? Che non abbia visto nel filmato del drone quello che hanno visto i tanti (tra cui suoi stessi estimatori) che hanno postato commenti critici, come testimoniano gli screenshot che pubblichiamo in pagina?

Ed ha pure la sfrontataggine di dire nel video che quel bambino è pessimo, ma che per fortuna in Calabria ci sono tanti bambini per bene.

E perché è pessimo quel bambino? Perché va in campagna con il nonno agricoltore a contatto con la natura ed impara cose pratiche ed utili, come raccogliere le sterpaglie ed eliminarle, conoscere gli animali e le loro abitudini e necessità?

Al marziano Occhiuto piacciono di più i bambini che passano ore appiccicati agli schermi di TV e smartphone ? Oppure quelli che la natura e gli animali li conoscono solo per il meritorio impegno di insegnati che li portano negli orti botanici e nelle fattorie gestite da enti ed associazioni benefiche?

E no, Occhiuto il marziano non è affatto rimbambito, anzi (me l’ha spiegato l’amico di cui sopra) è uno che venendo dal mondo delle TV sa bene come fare un uso strumentale e manipolativo delle immagini per creare scalpore.

Pubblicità ingannevole

Poco importa la realtà dei fatti, quello che conta è confezionare uno spot ad effetto da dare in pasto a TV e giornali per dimostrare che con i droni voluti dal Marziano ora è tolleranza zero contro i piromani, grandi o piccini che siano.

Ed infatti lo spot del Marziano non dà conto dei risultati raggiunti rispetto alla lotta agli incendi grazie alla nuova strategia (che mi auguro funzioni davvero, anche se al momento – almeno per quanto riguarda la ionica reggina – non pare abbia dato grandi risultati), ma parla solo di piromani beccati.

E forse giova qui ricordare che i risultati migliori in termini di prevenzione degli incendi il Parco dell’Aspromonte li ha ottenuti più di un decennio fa con il controllo diffuso del territorio ideato dal presidente Tonino Perna, sistema poi abbandonato.

Ma questo il marziano Occhiuto forse non lo sa, perché lui all’epoca era dentro la bolla dell’Astronave (così è soprannominato, per la sua particolare forma, il palazzo del Consiglio regionale). Il messaggio principale che gli interessa far passare, in linea con la filosofia della nuova destra di governo, tutta chiacchiere e distintivo, è che ora c’è il pugno di ferro contro i malfattori grazie alla lungimiranza ed all’intelligenza dei nuovi governanti, che sono all’avanguardia anche tecnologicamente parlando.

Così la Regione alimenta lo stereotipo della gioventù calabrese che cresce malavitosa fin da piccola

Bisogna comunque riconoscere che la trovata di Occhiuto è stata, dal suo punto di vista, molto efficace. Non c’è stato sito nazionale che non abbia rilanciato il suo video, e la “notizia” è stata data da quasi tutti i giornali nazionali e locali con titoli infamanti per la Calabria ed i suoi ragazzi.

Obiettivo centrato, dunque, ma a quale prezzo per l’immagine della Calabria e dei calabresi?

E qui siamo al paradosso: la stessa Regione che spende decine di milioni in fiere, convegni, pubblicità varie per promuovere una immagine positiva della Calabria, poi in un attimo, per mano del suo più autorevole esponente, propala notizie farlocche che ripropongono all’immaginario collettivo i peggiori stereotipi antimeridionali ed anticalabresi: siamo un popolo che non solo è abituato a delinquere, ma che tira su senza sosta, in contesti familiari negativi, le nuove leve di delinquenti!

E questa volta non possiamo nemmeno prendercela con i pregiudizi di “quelli del Nord”, perché il danno ce lo siamo fatti con le nostre mani, grazie anche – va detto con chiarezza – ad un mondo della comunicazione professionale sempre più incapace di svolgere l’azione di filtro e verifica delle notizie che costituisce l’abc della professione giornalistica.

L’imbroglio reso possibile anche da una stampa ridotta a megafono del potere

Rilanciare il video senza nemmeno prendersi la briga di leggere i commenti postati sulla pagina Facebook che lo ospita, in molti dei quali è evidenziato che Occhiuto ha forzato la realtà dei fatti (banalmente: senza un minimo di approfondimento), significa trasformarsi da giornalisti in megafoni, da esseri pensanti in oggetti replicanti, da attori in comparse.

Occuparsi sul serio dei ragazzi calabresi, garantendone i diritti fondamentali

Quanto ai ragazzi , l’auspicio è che il Marziano torni con i piedi per terra e si occupi di loro per garantirne i diritti fondamentali, che in Calabria sono ampiamente negati.

Il diritto alla salute, che non significa solo una rete di servizi pediatrici, ospedalieri e della salute mentale adeguata agli standard nazionali ed europei ( a proposito: che fine ha fatto lo sbandierato impegno per i servizi di neuropsichiatria infantile, clamorosamente carenti in regione?), ma anche ambienti sani ed accoglienti, quartieri e paesi dove l’acqua potabile arrivi regolarmente nelle case, dove la raccolta dei rifiuti funzioni normalmente e che non siano ammorbati da mini discariche a cielo aperto, mare pulito e non inquinato da liquami non trattati e depurati.

Il diritto all’istruzione, a cominciare dai nidi e dalle scuole dell’infanzia, per poi salire su su per la scuola dell’obbligo: anche qui la Calabria è in coda a tutte le classifiche nazionali, con i nostri ragazzi che ogni anno perdono 200 ore di scuola rispetto ai loro coetanei del Centro-Nord.

Il diritto al gioco, che, a causa della totale assenza di impianti pubblici aperti e gratuiti, è ormai diventato anch’esso un bene davvero accessibile solo per i bambini le cui famiglie possono permettersi di pagare una quota per iscriverli a calcio, basket, piscina, ecc.

Finita l’estate e l’emergenza incendi, Occhiuto provi a farsi perdonare questo clamoroso infortunio propagandistico: mandi i suoi droni a sorvolare i nostri paesi e le periferie delle nostre città, e ne tiri fuori una mappatura delle situazioni ambientali ostili alla crescita dei nostri ragazzi.

E poi faccia quello che gli compete come istituzione regionale. Gliene saremo tutti grati.

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